Alla fine del XIX secolo, prima che lo sviluppo tecnologico iniziasse ad influenzare il quotidiano alcuni dei moderni elettrodomestici esistevano già; con la differenza, però, che venivano azionati dalla la forza umana. Proprio sul finire del secolo furono effettuati i primi tentativi d'introdurre l'energia elettrica sugli utensili domestici più precisamente su teiere e bollitori, sui quali venne montata una resistenza elettrica. Fino al 1920 ci furono piccoli sviluppi perché furono installati motori elettrici su diversi utensili e introdotto l'uso della "scocca" per racchiudere e non rendere visibili questi motori. In Europa ci furono lenti sviluppi nella distribuzione fino agli '70, quando ci fu un vero boom degli elettrodomestici. In America, invece, tutto cominciò molto prima negli anni '20.
Il blog che vi terrà aggiornati sulla robotica e su come essa influenza le nostre vite quotidianamente. Gli autori - Carla Maria Raffa, Giuseppe Ruvolo e Mattia Dell'Isola - sono tre ragazzi del Politecnico di Torino che stanno seguendo "Rivoluzione Digitale", corso tenuto dal prof. Juan Carlos De Martin.
venerdì 13 giugno 2014
giovedì 12 giugno 2014
Qualcuno fa qualcosa a posto mio, il mio nuovo robot.
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| www.barbonservice.it |
Girovagando in
ogni stanza della nostra casa, ci imbattiamo in tanti piccoli o grandi
“esserini” pronti a fornirci il proprio aiuto. Se vogliamo realizzare una torta
o una cena in poco tempo, c’è il Bimby che ci aiuta: basta seguire la ricetta,
inserire gli ingredienti nel boccale e il gioco è fatto, mettiamo il tutto in
frigo o nel forno e i nostri piatti sono pronti. Lavare, asciugare e stirare i
vestiti, con lavatrice e asciugatrice facciamo tutto. Ma sorvolando su questi
semplici elettrodomestici, che ormai fanno parte della nostra vita e li diamo
anche per scontati, e facendo un salto in avanti, aprendo la finestra del
futuro, robot ancora più concreti faranno la loro comparsa.
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| gaianews.it |
Fra alcuni anni, gli anziani potranno utilizzare un robot, che li assisterà e aiuterà nella vita di
tutti i giorni, oltre a monitorare lo stato di salute, sono in grado di
spostare oggetti, prendere medicine e compiere qualsiasi gesto quotidiano, basta
programmarlo a dovere. Tale robot è stato definito l’ombra dei parenti,
permettendo così di rassicurare anche i famigliari che non possono assistere i
propri cari. Questo semiautonomo è un progetto universitario, finanziato dalla
comunità europea e assistito da numerose fondazioni, tra le quali la Fondazione
Don Gnocchi, che definisce i possibili fruitori di tale ricerca in tal modo:
«Gli anziani cosiddetti "fragili" perché affetti da problematiche neuromotorie, i loro familiari e il personale specializzato nel servizio di teleassistenza. Per consentire a tipologie così differenti di utilizzatori di comunicare tra loro, interagendo con il robot e controllandolo, verranno realizzate tre differenti applicazioni a complessità crescente sviluppate su tre interfacce: una su tablet palmare dedicata agli anziani, un'altra su dispositivo tablet computer portatile dedicata ai familiari per il controllo della maggior parte delle funzionalità del robot e infine una su postazione fissa dedicata ad operatori esperti di centri di teleassistenza, in grado di risolvere situazioni di complessità elevata».
Mentre se vogliamo partire per un periodo, ma non vogliamo lasciare la nostra casa incustodita, I-Do Robot, un altro progetto italiano, vigilerà per noi. Infatti questo robot guardiano, guidato a distanza da noi stessi, è libero di gironzolare tra le camere e controllare se abbiamo lasciato le luci accese, le porte aperte e persino se gli alimenti stanno andando a male in frigo, insomma compirà azioni come se noi fossimo lì.
Nel mondo occidentale
il robot viene impiegato per migliorare la qualità della vita, affidandogli
compiti faticosi e ripetitivi, in Giappone, invece, diventa compagno di gioco
dei bambini e di vita per gli anziani. Inoltre fa ingresso anche il robot soldato, che
abbatte il deterrente della perdita di truppe al fronte, facendo ricadere su
ciò l’attenzione e la preoccupazione dei comitati internazionali della disciplina robotica.
Insomma ormai i
robot stanno “invadendo” tutti gli ambiti, tanto che anche lo scintoismo e il
buddismo intravedono un’anima in queste macchine, quello che ci rimane da fare
è creare un posto per loro nella nostra vita e farli diventare parte di essa.
martedì 10 giugno 2014
Internet aperta a tutti
Articolo tradotto da internetsociety.org, scritto da Mr. Michael Kende.
Internet è pronta per superare i 3 miliardi di utenti all'inizio dell'anno prossimo, ed ha già oltrepassato un miliardo di hosts alla fine dello scorso anno. Il risultato è una serie sbalorditiva di numeri che rappresentano le opportunità possibili per istruzione, intrattenimento e innovazione, per citare solo alcune tra le attività offerte da una rete Internet aperta.
giovedì 5 giugno 2014
La rivoluzione chiama... Arduino risponde!
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| Fonte : The Economist |
Il mutamento ha un nome, sono i makers! Massimo Banzi ha dichiarato in un’intervista a wired: “I Maker sono personaggi interessanti: non sono nerd, anzi sono dei tipi piuttosto fighi che si interessano di tecnologia, design, arte, sostenibilità, modelli di business alternativi.”. Grazie a loro si intravede un nuovo modello produttivo incentrato sui fablab e sulle piccole produzioni, ma hanno anche il merito di aver mosso la lente di ingrandimento dell’interesse collettivo sulla rapida ascesa dell’homemade. Peter Troxler è intervenuto in un evento berlinese affermando che in questo mutamento trasversale si distinguono i tratti somatici di una terza rivoluzione industriale e indica le stampanti 3d come l’icona del cambiamento.
giovedì 29 maggio 2014
E se in Brasile giocassero dei robot?
Quest'estate in Brasile si disputerà la ventesima edizione dei "Campionati Mondiali di Calcio". Sembra che non siamo lontani però dal giorno in cui vedremo, al posto dei nostri idoli, dei robot che si rincorrono e lottano per la vittoria. L'iniziativa nacque nel 1992 e l'idea di far giocare a calcio dei robot fu divulgata per primo da Alan Mackworth, un professore della University of British Columbia (Canada). Nello stesso anno a Tokyo venne organizzato un Workshop inerente all'intelligenza artificiale dove fu molto discusso il tema di diffondere, attraverso lo sport più popolare al mondo, gli sviluppi della scienza e della tecnologia. Nel giugno del 1993, dopo aver analizzato i primi ostacoli da superare e raggiunto un accordo, fu fondato il "Robot J-League" (J-League è il nome del più importante campionato di calcio giapponese).
mercoledì 21 maggio 2014
La rivoluzione è tridimensionale!
mercoledì 14 maggio 2014
Camice verde per i Robot
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| Da Vinci it.wikipedia.org |
Affidare la propria vita ai robot oggi è possibile, infatti li
ritroviamo anche nelle sale operatorie, pronti ad operare.
La chirurgia robotica ha fatto il suo ingresso recentemente e rientra
nell'ambito della chirurgia mini-invasiva. In realtà, il robot non è completamente autonomo, ma è controllato per
mezzo di una consolle dal chirurgo, che non si trova nella sala operatoria, ma
gestisce (da fuori) i bracci meccanici dell’automa. Osservando il tavolo operatorio, il paziente non è solo con il
robot/chirurgo, ma un equipe di medici affianca e inserisce i bracci robotici nella cavità sede
dell’intervento.
Il primo dispositivo di chirurgia robotica è rappresentato dal DaVinci della Intuitive Surgical, che ha ottenuto nel 2000 l’autorizzazione per
essere utilizzato nella chirurgia laparoscopica. Il Da Vinci è composto dalla consolle e da quattro bracci robotici (www.oggi.it):
tre vengono utilizzati per operare, mantenendo bisturi, forbici o
strumenti di elettrocauterizzazione, mentre il quarto viene adoperato per
riprendere l’intervento e consentire al chirurgo una visione completa in
stereoscopia dalla consolle, pertanto è formato da una telecamera con due
lenti. Essendo un robot meccanico è il chirurgo a muovere i bracci attraverso
due pedali e due controlli manuali.
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